lunedì 4 aprile 2016

DI PENE IN MEGLIO

Tutto iniziò nel periodo post adolescenziale dove capii che sotto i pantaloni dei maschi c'era una forza potente che poteva generare l'umanità. 
Non era solo una protuberanza curiosa ma qualcosa di misterioso. 
Perchè loro avevano tutto quel gonfiore nei pantaloni? 
Cosa si nascondeva dietro quella zip?
Durante i tragitti in treno per andare all'università scrutavo le patte di fronte a me e cercavo di immaginare quale forma si nascondesse sotto. 
Erano tutti uguali oppure le "pence" illudevano nell'immaginazione di qualcosa di sostanzioso? 
Ma poi qualcosa di sostanzioso era solo un appagamento per gli occhi oppure aiutava a saziare quella fame primordiale? 

Nasce spontanea un altra domanda: Ma quanto deve misurare un pene per far felice una donna?
"Metroman" Art by GAVA
Per rispondere a questa domanda, ho selezionato ed intervistato un campione di donne dai 25 ai 45 anni dove si sono liberamente raccontate parlando dei peni incontrati durante il loro cammino sessuale. 

A me sono capitati: 

  • Il Cazzo a fiammifero: stretto e lungo, a dispetto delle aspettative l'orgasmo vaginale più intenso mai provato. (E improvviso) 
  • Il Cazzo caprino: quello che non vorresti mai incontrare, stretto alla base che poi si allarga e si restringe con cappelletta sporgente. È il cazzo più brutto e ogni volta che con le amiche si parlava del primo appuntamento sessuale si facevano gli scongiuri per non trovarlo sotto i boxer. 
  • Il Cazzo a manicotto: un cazzo enorme 22 cm e diametro 4/5 praticamente un mattarello ma al tatto morbido anche in piena erezione come avvolto appunto da un manicotto di gommapiuma. Tanta paura per nulla. 

Il bel cazzo per me è dritto, chiaro, non troppo grosso né troppo lungo. Sa fare il suo dovere. Ci sono cazzi a cui non daresti mai un bacio e un'opportunità e che poi invece non lasceresti mai. Tutto sta alla bravura di chi ci sta attaccato e alla sua sensualità.
DNA Art by GAVA
La mia prima volta: 
Ero totalmente inesperta sia io che lui, visto che anche per lui era la prima esperienza; ma siccome ho avuto la fortuna di incontrarlo di nuovo in età matura e si è riaccesa la passione, ricordo molto bene il suo pene. E’ sottile, delicato e aggraziato. La sommità piuttosto liscia, senza troppe nervature. 
Ho un ottimo ricordo, anche perché forse era l’uomo della mia vita. 

Uomo toscano incontrato durante l’inter rail: 
L’aveva piuttosto grosso ma a mezza luna, tant'è che ricordo che mi ha fatto malino all'entrata (va detto, però, che io ho la vagina stretta e spesso mi è capitato di provare dolore al momento della penetrazione, se non sono sufficientemente lubrificata). 
L’ho testato solamente per del petting; l’unica particolarità che ricordo è che aveva un bel neo vicino alla punta. Molto accattivante. Per il resto, buio pesto. Potrei definirlo Cucciolo dei sette nani: piccolo ma pure tozzo. 
Ma talmente tanto privo di personalità che non ho mai, ripeto mai, raggiunto un orgasmo.

"Lente cerca cazzo"  Art by GAVA
Un pene molto grosso con la cresta: un gallo cedrone insomma. 

A me invece è capitato quello enorme. 
Fa paura, perché il rapporto è doloroso, altro che "mio Dio che fortuna" e apparteneva al tipo con cui son stata 10 anni.Ricordo i cuscini sotto la mia schiena... 
Era solo lungo o anche grosso? Non era solo lungo, era proprio largo... 
Giuro, lo amavo, ma ogni volta fare sesso con lui era un esame. Dieci anni di sofferenze. 

Oh guarda! Ho storie incredibili! 
Persino un tizio che mi ha confessato di averlo al contrario... 
Peccato che non abbia avuto il coraggio di verificare di persona così ancora oggi tra amici si fanno diverse congetture. 

Comunque, per esperienza personale, coloro che si vantano delle loro prestazioni sono i più scarsi nelle dimensioni. Devo dire che, nella mia esperienza, il sesso "manuale" meno gratificante è con i circoncisi. Non avendo il prepuzio si rischia di far loro male, mentre nel sesso orale direi che è una marcia in più. 

Per le donne direi che la forma migliore è quella "a fungo" ovvero con il glande pronunciato, lo pensi anche tu? 

Altre storie strane tipo un tizio con il foro del pene sotto il glande. Non so in termini tecnici come si definisce, ma ciò lo inibiva nell'esibirlo e preferiva andare subito al "dunque". 
Inoltre aveva problemi di salute: frequenti cistiti. 
E il dottore lo aveva informato sulla difficoltà ad ingravidare (per ovvii motivi). Per questo chi definisce alcune persone "diverse" non si rende conto che tutti lo siamo.

Coltellino multipeni Art by GAVA
E del pene ad uncino vogliamo parlarne? 
Nessuna mai vi è rimasta impigliata? 
Ovviamente sono casi estremi da operare se vuoi avere una vita sessuale normale. Ma non siamo qui per sputare sul pane dove mangiamo, siamo solo curiose di capire cosa si nasconde sotto le vostre mutande. 
Che sia grande abbiamo visto quanto fa male,anche se il mito del super dotato rimane come simbolo di potenza e fertilità fin dalla notte dei tempi di Priapo. 

Il peggiore comunque secondo me, cioè quello che proprio mi dà i nervi è il "pene delicato". 
Quello che se lo tocchi fa ahi, se lo lecchi dice piano, per non parlare quando ti addentri nella zona testicoli... si insomma un metal detector che suona ogni due per due come se gli strapazzassi il suo prezioso membro con un guanto di crine e tu stanca di essere corretta gli dici: "e allora succhiatelo!"
Rubinetto Art by GAVA
Curiosità: lo sapevate che una vagina misura dai 12 ai 14 cm max ? 
"Ma allora dove va a finire tutto il pene che avanza?" 
Tranquille ragazze, il mio ginecologo mi ha rassicurato che la vagina è come una "fisarmonica" e si adatta a tutto quello che trova, anche se il problema è più nella larghezza che nella lunghezza perché se non sei ben lubrificata cominciano le prime lacerazioni e addio al piacere tanto atteso perché l'unica cosa che desideri in quel momento è un bidet ghiacciato che anestetizzi il dolore. 

Da qui mi soffermo un attimo per chiarire due cose che sono alla base di tutti i rapporti tra uomo e donna, più una donna viene messa a proprio agio, eccitata, accarezzata, leccata e sfiorata dalla testa ai piedi più ovviamente lei proverà e vi darà piacere con altrettanta dolcezza e passione. Lo so che voi maschietti siete cresciuti con i film porno dove se non sfondi una donna di cattiveria non sei abbastanza virile ma credetemi che la virilità sta in ben altro, perché una donna prima la devi scopare con la testa e poi con il resto. 

Poi arrivò Franco Trentalance e lì cominciarono i complessi maschili. 

Ho cercato pure di fare una ricerca sul cazzo più piccolo e quello più grande e sulle statistiche delle misure del pene da moscio e da eretto ma a cosa sarebbe servito? 
Vi sareste sentiti meglio di essere nella media o preferivate credere di essere un super dotato per infilare più perline? 
E smettetela di radervi il pube per farlo sembrare più lungo che tanto alla fine noi donne non guardiamo il pelo nell'uovo ma speriamo in una coccola in più e un centimetro in meno.

"Nell'antichità le donne preferivano i membri piccoli e delicati, tipici degli antichi greci. Mentre quelli grandi erano associati ai barbari e ai demoni" 

Nonostante la rivoluzione sessuale, ai giorni nostri una donna fa ancora fatica ad avere un pensiero libero riguardo il sesso e chiama l'oggetto in questione "pisellino". Mentre una donna se vuole essere felice lo deve chiamare CAZZO e senza vergogna perché è l'unica parola che gli calza a pennello e che ti riempie la bocca del giusto significato che ti può soddisfare.

Vietato metterlo a dx  Art by GAVA
Un'altra piccola curiosità: se vi accorgete che tanti peni sono a "banana" e tendenzialmente svoltano a sinistra è perchè il maschio è abitudinario e lo mette via sempre dalla stessa parte. (salvo eccezioni, ovvio). E COMUNQUE, OGNI CAZZO E' BELLO A MAMMA SUA! 

Troverete qui sotto un breve racconto che calza a pennello con l'argomento in questione tratto da "I codici del piacere" di André Brink (La prima vita di Adamastor, Instar Libri). 


C’era un capo villaggio amato e rispettato da tutto il suo popolo. Egli aveva un pene molto bello e svettante e per questo era stato chiamato Grande Uccello. Un giorno una donna bianca bellissima, dai lunghi capelli neri, fu abbandonata sulla spiaggia dalle navi di passaggio. Quando grande Uccello la incontrò se ne innamorò perdutamente. Anche la donna bianca si innamorò di lui e grande Uccello decise che sarebbe divenuta la sua sposa. Il giorno delle nozze si avvicinava e i due promessi sposi si stavano preparando al grande evento. Il giorno del matrimonio grande Uccello si mise dei fiori su tutto il corpo e gli uomini del villaggio gli misero una piuma sul pene. A quella vista la donna bianca si mise a ridere e grande Uccello ci rimase così male che da quel giorno non riuscì più ad avere l’erezione. Si rivolse alla Donna Medicina della tribù, una vecchia saggia e guaritrice. La vecchia gli disse che così non andava bene e che loro dovevano assolutamente fare un bambino. Allora a Grande Uccello tornò il desiderio per la sua sposa ma era così forte che il pene gli crebbe a dismisura. In questo modo però il pene non riuscì ad entrare nella vagina della sposa, perché era troppo grosso. Grande Uccello sapeva che se non fosse riuscito a dare un figlio alla tribù la maledizione avrebbe colpito la sua gente. Tutte le notti provava ad avere un rapporto con la moglie ma quando vi si accingeva, ardente di desiderio, il pene si ingrossava sempre di più senza riuscire a fare niente. Più Grande Uccello desidera la sposa e più il pene si allungava, raggiungendo lunghezze enormi. Si rivolse di nuovo alla Donna Medicina che gli consigliò di andare alla ricerca dell’acqua. Insieme si incamminarono ala ricerca dell’acqua. Un giorno finalmente trovarono una distesa d’acqua e la donna si buttò dentro. Grande Uccello vide però che nell'acqua si nascondeva un coccodrillo che piano piano andava verso la donna. Allora Grande Uccello lanciò d’istinto il suo lungo pene contro il coccodrillo che glielo mangiò in un sol boccone. Grande Uccello svenne dal dolore. Tornati all'accampamento si recarono dalla Donna Medicina che prese le misure del corpo femminile e impastò con le mani un pene di argilla. Quando lo ebbe finito glielo attaccò. Grande Uccello guardò disperato il nuovo pene, molto più piccolo di quello di prima ma da quel giorno riuscì ad avere un rapporto con la moglie e a concepire il tanto desiderato figlio. 

PS: 
Questo articolo è stato un vero gioco di squadra, dove donne e uomini hanno dato il loro contributo sottoponendosi alle mie domande imbarazzanti e dando vita ad una serie di informazioni preziose che hanno dato luce ad una parte ancora oscura del secondo millennio. 
E poi c'è stato il grande contributo di quel genio di Marco "GAVA" Gavagnin che ci ha riempito il pezzo di "sti cazzi" disegnati in tutte le forme e che ringrazio per tanta generosità. Un grazie speciale alle ragazze che mi sostengono sempre e che testimoniano a favore del blog e a tutti gli affezionati che pazientemente aspettano l'uscita del pezzo anche quando fa fatica ad uscire, ma anche stavolta ce l'abbiamo fatta.