venerdì 25 luglio 2014

L'ORIFIZIO ILLECITO

Art by Milo Manara



Sto constatando con stupore che molte persone  non sanno cosa voglia dire il termine sodomizzare, ecco forse rapporto anale vi è più familiare, ma quello che più mi sorprende è come l'uomo freme per mettertelo "in culo" (scusate il francesismo) ma poi appena tu ti avvicini nella sua zona X con un semplice ed innocquo ditino, lui stringe le chiappe a tenaglia che non passa nemmeno un filo d'aria. Sappiate che vi dedicherò un intero post amici dalle chiappe strette e dopo aver letto i benefici del massaggio prostatico (soprattutto dopo i 40 anni) non potrete più farne a meno.

Ma ora torniamo a noi ed all'argomento della settimana:

Il termine sodomia è di origine religiosa e deriva dal nome dell'antica città di Sodoma che secondo la Bibbia venne distrutta da Dio a seguito delle azioni riprovevoli commesse dai suoi abitanti (vedi Sodoma e Gomorra), i quali giunsero a tentare di stuprare due angeli.

Usato molto comunemente per descrivere l'atto specifico del coito anale, il termine "sodomia" può anche includere atti sessuali senza coito, come il sesso orale. In alcune culture pre-moderne vigevano leggi che proibivano questi atti sessuali. 
Le cosiddette "leggi sulla Sodomia" in molti paesi criminalizzavano non solo questi comportamenti, ma anche altre attività sessuali disapprovate, fino ad includere anche la masturbazione e la zooerastia (che vuol dire fare sesso con gli animali).

Divieto di sodomia negli Stati Uniti

In vari codici penali dell'unione il termine col tempo è stato generalmente sostituito dalla frase "rapporto sessuale deviante", descritto come una qualsiasi forma di rapporto sessuale penetrativo o cunnilingus tra persone non legalmente sposate. 
Queste leggi sono state via via contestate, fino ad esser completamente abrogate agli inizi degli anni 2000. Negli anni cinquantaogni stato aveva una legge per criminalizzare la sodomia. 
Nel 2003 10 stati avevano ancora leggi che la proibivano in ogni forma con la reclusione da 1 a 15 anni. In aggiunta, quattro altri stati avevano leggi che specificavano il divieto di sodomia tra persone dello stesso sesso. 
Il 26 giugno dello stesso anno la Corte Suprema  degli Stati Uniti con la sentenza Lawrence v. Texas, determinò l'abrogazione di queste leggi dichiarandole un'incostituzionale violazione della privacy.


Alcune citazioni letterarie sulla sodomizzazione:

Secondo Tommaso d'Aquino esso è il peccatum contra naturam per eccellenza.

Altro termine, più arcaico questa volta essendo di origine latina è pedicare con lo stesso significato, Catullo nel suo carme osceno numero 16 afferma senza tanti giri di parole: pedicabo ego vos et irrumabo (ve lo metterò nel didietro e poi in bocca)
 
Durante il Rinascimento il poeta Pietro Aretino ha fortemente sostenuto la delizia di tale pratica nei suoi Sonetti lussuriosi e per l'argomento in questione vi ho scelto questo:

Mettimi un dito in cul, caro vecchione,
e spinge il cazzo dentro a poco a poco;
alza ben questa gamba a far buon gioco,
poi mena senza far reputazione.

Che, per mia fé! quest’è il miglior boccone5
che mangiar il pan unto appresso al foco;
e s’in potta ti spiace, muta luoco,
ch’uomo non è chi non è buggiarone.

- In potta io v’el farò per questa fiata,
in cul quest’altra, e in potta e in culo il cazzo10
mi farà lieto, e voi farà beata.

E chi vuol esser gran maestro è pazzo
ch’è proprio un uccel perde giornata,
chi d’altro che di fotter ha sollazzo.

E crepi in un palazzo,15
ser cortigiano, e spetti ch’il tal muoja:
ch’io per me spero sol trarmi la foja.


sesso anale, dipinto erotico di Paul Avril

Come fare sesso anale per la prima volta o se ci volete riprovare per farlo meglio che la prima era andata male:

Ingredienti: 2 corpi con un attrazione sessuale reciproca 
                    Tanta pazienza 
                    Tanta lentezza
                    Tanta delicatezza
                    Tanta saliva o tanto lubrificante

Istruzioni per l'uso: Fondamentale rilassarsi, lubrificare bene la parte, farsi accarezzare delicatamente lo sfintere anale fino al momento in cui non ci si sente pronti per farsi inserire prima solo un dito, poi due. Successivamente si può provare con un dildo ma solitamente se entrano due dita vuol dire che l’ano è pronto ad “accogliere” il pene. A questo punto se il lubrificante non è abbastanza, si consiglia di aggiungerne altro prima della penetrazione anale. Il partner deve assicurarsi di non spingere durante la penetrazione ma deve procedere con leggere pressioni alternando l’entrata graduale all’uscita. La comunicazione in questa fase è molto importante: comunicate al vostro partner ogni vostra minima sensazione, dolore o fastidio. La lentezza in questo caso aumenta l’eccitazione ma tenete duro, non abbiate fretta di concludere la penetrazione anale, potreste fare male al vostro partner per la troppa foga. Come fare sesso anale? Parola d’ordine: lubrificare. Lo sfintere anale è più stretto della vagina e meno elastico, inoltre non si lubrifica naturalmente: questo vuol dire che per permettere una penetrazione anale piacevole e non dolorosa è necessaria un’ottima lubrificazione. Sono molti i lubrificanti in commercio a base di acqua e silicone ma, per chi fosse allergico al silicone, si possono trovare lubrificanti naturali o spray rilassanti anali che sfruttano l’effetto lenitivo di piante ed erbe e aiutano a mantenere la lubrificazione desiderata.
Vi prego di non fare come una coppia di miei amici che in mancanza di un lubrificante hanno usato il balsamo per i capelli, piuttosto tanta saliva.


Posizioni per sesso anale nelle coppie eterosessuali: 

Non esistono delle posizioni che si addicano a tutti o consigliate in senso generale in quanto dipendono dalle preferenze individuali e di coppia ma tra quelle meno dolorose e che permettono più piacere durante la penetrazione anale si possono elencare:  
  • Quella del missionario, con un cuscino sotto i fianchi, le gambe sollevate in alto con le ginocchia verso il petto e i talloni appoggiati sulle spalle del partner, posizionato di fronte inginocchiato. 
  • Distesa sul ventre: lei sdraita sul ventre con le gambe verso il busto, questa posizione permette la massima dilatazione dell'ano; 
  • Doggy style: lei a pecorina ma poggiata sui gomiti e con la testa rivolta verso il basso con il bacino più alto rispetto alla schiena.

Posizioni per sesso anale nelle coppie omosessuali: 

Si può iniziare con l’inserimento di un dito toccando verso la parte interiore del corpo dove è situata la prostata: nella maggior parte dei casi questa tecnica porta il partner al raggiungimento dell’orgasmo senza penetrazione anale. Anche nel caso di sesso anale tra coppie omosessuali, le posizioni sono soggettive ma le più utilizzate sono le stesse delle coppie eterosessuali. Ovviamente, in alcune di queste le sensazioni sono diverse. 
  •  Disteso sul ventre: il partner attivo determina il ritmo, si consiglia al partner passivo di tenere un cuscino sotto al bacino. 
  • Doggy style: Il partner attivo può entrare in profondità ma entrambi riescono a definire il ritmo della penetrazione anale. 
  • Disteso sulla schiena: posizione non comodissima, ma che permette di baciare e avere il contatto visivo con il partner. 
  • In piedi: molto comoda soprattutto se il rapporto non avviene in camera da letto ma in situazioni "inusuali".


Druuna è un personaggio dei fumetti creato da Paolo Eleuteri Serpieri






Tra tutte le varie strumentazioni per la preparazione al sesso anale vi ho selezionato questo oggettino chiccoso che piacerà sicuramente alla vostra donna come alternativa all'anello di brillanti.

 

l'uso di "butt-plug" (letteralmente: tappi anali) di varie grandezze e forme, si indossano sotto la biancheria intima per archi di tempo più o meno lunghi, anche durante il disbrigo dei lavori domestici o sul posto di lavoro; sono anche utilizzati per il "training anale", una tecnica per aumentare gradualmente l'elasticità del muscolo anale per rendere più agevole la penetrazione con il pene






giovedì 17 luglio 2014

IL PELO NELL'ARTE E NON SOLO....



Prima di parlarvi del pelo nell'arte, volevo ricordarvi alcune delle funzioni del pelo pubico nel corpo umano:
  • riscaldamento (soprattutto per le femmine che hanno sempre freddo)
  • indicazione visiva del raggiungimento della maturità sessuale (che non è una brutta cosa)
  • azione combinata di diversi feromoni (che aumenta il fascino e non sto scherzando)
  • riduzione dell'attrito durante l'atto sessuale (così si evitano quegli spiacevoli squash squash tra pelle e pelle durante gli affondi del vostro lui o se state cavalcando il vostro uomo non avrete quella spiacevole sensazione adesiva )
  • protezione di aree sensibili come quelle genitali (tipo se siete a letto nude e un ragno o una mosca si sta avvicinado nelle vostre parti intime, i peli vi proteggeranno da l'intromissione spiacevole di corpi estranei non desiderati)
  • indicatore dell'attività esocrina del pancreas (immagino che del pancreas non ve ne possa fregare di meno ma tutte le altre funzioni sono importanti a parer mio.
    Il pelo pubico può avere un colore diverso da quello dei capelli: spesso è più scuro e in molti individui è simile al colore delle sopracciglia. In alcuni soggetti, il pelo pubico cresce fitto e consiste di peli spessi, in altri soggetti il pelo è più fine e rado; queste variazioni compaiono in entrambi i sessi e dipendono anche dall'etnia di appartenenza.
    Comunque a me non dispiace l'uomo con il pelo se ben curato ovvio ma comunque sintomo di virilità e smettiamola con la storia che rasarsi il pelo lo fa sembrare più lungo!


    stampe a colori dal pornfolio "Mega Porno" di LRNZ (Lorenzo Ceccotti)


    Le forme che può assumere il pelo pubico sono diverse a seconda del sesso: in molte donne la forma è triangolare e il pelo ricopre l'area nota come monte di venere.
    In molti uomini invece, il pelo tende a svilupparsi verso l'alto sull'addome. 
    Come nel caso delle ascelle, il pelo pubico è associato alla presenza di ghiandole sebacee nell'area genitale.
    Detto questo, ora siete liberi di depilarvi o meno ma sappiate che se continuate ad andare contro natura e giocare a fare gli eterni adolescenti glabri, un giorno il pelo si ribellerà e verremo tutti inghiottiti da una foresta amazzonica di pelo folto e carnivoro. 
    Scherzo ovviamente però credo che riscoprire il nostro io primitivo e lasciare che la natura abbia il suo giusto decoro con la giusta rasatura che permetta al pelo di crescere ma di essere in ordine, sia la giusta via di mezzo per essere fichi e naturali.
    Come dissi in un post su facebbok:" fare un pompino senza peli è come mangiare una carbonara senza guanciale"




    Giclèe di LRNZ tratta dal portfolio  BlueSniff  "Gli odorini migliori che esistono"


    Nell'arte dell'antico Egitto, il pelo pubico femminile veniva indicato con triangoli colorati.
    Durante il periodo classico e il Medioevo, l'arte ha ampiamente evitato di rappresentare questa parte del corpo (anche se ogni tanto il pelo pubico maschile veniva rappresentato, anche se in forma stilizzate, come nel caso dell'arte dellaGrecia Classica).
    Nel XVI secolo, Michelangelo scolpì il pelo pubico nella statua del David, ma si trattava di un soggetto di sesso maschile. Per trovare una rappresentazione del pelo pubico femminile ci si deve spostare in nord Europa in pieno Rinascimento.
    Nel XVII secolo, il pelo pubico femminile appare in opere pornografiche (come quelle di Agostino Carracci). Verso la fine del XVIII secolo, in Giappone, il pelo pubico femminile viene largamente rappresentato nella pittura erotica. Prima del XX secolo comunque, in occidente, le donne verranno solitamente rappresentate senza pelo e spesso, addirittura senza vulva.

    Gustave Courbet - L’Origine du Monde

    Dovremmo aspettare il 1886 per vedere in un quadro la rappresentazione iper-realista di Gustave Courbet (L’Origine du Monde) anche se il tabù continuava a persistere (e persiste ancora oggi, visto lo scandalo che continua a creare questo quadro dalla folta peluria).
    Per restare nel mondo artistico, interessante è anche la storia del critico d’arte John Ruskin il quale ebbe un matrimonio bianco con sua moglie, durato sette anni. Quando lei lo denunciò per impotenza, lui si difese dicendo che le donne nude che aveva conosciuto nelle opere artistiche erano totalmente diverse da sua moglie: sebbene il suo viso fosse bellissimo, c’erano alcuni aspetti particolari nella sua persona, che lo avevano reso incapace di procedere.

    Tra le classi più agiate nell'Inghilterra vittoriana del XIX secolo, il pelo pubico del partner veniva conservato come un souvenir. Spesso gli uomini attaccavano piccoli ciuffi dell'amata al loro cappello,
    come fosse un talismano.


    Nel 1932, nella nuova Introduzione alla psicoanalisi, Freud parlò di una sua alquanto bizzarra teoria, quella per cui le donne abbiano inventato l’arte della tessitura partendo dall’osservazione dei loro peli pubici, che in qualche modo avevano il compito di celare la loro nudità genitale, così come fanno gli abiti con il corpo. Dice precisamente Freud:

    “Si dice che le donne abbiano fornito pochi contributi alle scoperte e alle invenzioni della storia della civiltà, eppure vi è forse una tecnica che esse hanno inventato: quella dell’intrecciare e del tessere. (…) La natura stessa sembra aver offerto il modello da imitare, facendo crescere, con la maturità sessuale, il pelo pubico che ricopre il genitale. Il passo successivo consiste nel far aderire l’una all’altra le fibre che sul corpo erano conficcate nella pelle ed erano soltanto ingarbugliate tra loro. Il progresso che c’era da fare era quello di intrecciare le fibre piantate nella pelle per crearne una specie di feltro”.

    Per lo psicoanalista viennese insomma, malgrado il fatto evidente che anche gli uomini siano riccamente dotati di pelosità genitale, sarebbe stata la pelosità femminile ad aver ispirato l’invenzione della tessitura, perché le donne, a differenza degli uomini, avrebbero avuto la necessità di nascondere il loro genitale, per non mostrare la mancanza del pene, di cui le donne, sempre a parere di Freud, sarebbero notoriamente invidiosissime.


    Come se non bastassero le censure artistiche, furono inventate pure le bambole prive di peluria e fica, tanto che nel 2007 si parlò addirittura di BPHS, cioè Barbie Pubic Hair Syndrom (sindrome da pelo pubico di Barbie), dopo che uno studio aveva scoperto che la sindrome colpiva 1 donna su 3 di coloro che, in età infantile, avevano giocato assiduamente con la Barbie. Secondo la ricerca, ogni bambina, scrutando i genitali delle Barbie, riportava non solo uno shock a causa della mancanza di similarità tra il proprio apparato e quello della bambola, ma anche psico-patologie dovute al confronto della Barbie con la figura materna. La ricerca suggeriva che la mancanza di pelo pubico nelle bambole, prese come modelli identificativi da parte delle ragazzine, ed il conseguente shock da paragone mancante, potesse generare in età adulta gravi scompensi della personalità.
    Si cercò di superare il tabù del pelo pubico negli anni Sessanta, quando la stilista Mary Quant fece sapere che si era tagliata i peli pubici a forma di cuore, oppure negli anni Ottanta, con la serie di Helmut Newton denominata “Big Nudes” (1981), che mostrava modelle con tacchi alti e peli pubici piuttosto imponenti.
    La moda della depilazione totale delle parti intime è nata con la diffusione del bikini nella metà del secolo scorso, ma è divenuta di massa con l’affermazione, a partire dagli anni Novanta, del modello brasiliano, per la biancheria intima ed i costumi da bagno. A questo aggiungasi che le pornostar sono tutte depilate, affinché i peli non nascondano neanche mezzo centimetro di organo genitale. Le giovani generazioni, che spesso fondano la loro cultura sessuale su questo genere di filmati, sono quelle che più delle altre si attengono a questa moda, che è anche una delle maggiori preoccupazioni delle ragazze in vista del loro primo rapporto sessuale: esse si vergognano a mostrare i loro peli e pensano che siano sgraditi al partner (sebbene una volta si dicesse che “tirava più un pelo di figa che un carro di buoi”).
    Di recente peraltro si è anche affermata la moda di vestire il pube femminile con altri decori, come ad esempio tatuaggi (stile Farfallina di Beleb) o addirittura il vajazzling una decorazione in cristalli Swarovski da applicare sull’inguine.
    La donna depilata per seguire la moda è sembrata alle femministe come un segno di degrado, cui la donna era costretta per essere apprezzata come oggetto sessuale, mentre altri hanno visto in questa tendenza l’affermazione di una pedofilia latente, che preferiva l’organo genitale femminile nel suo stadio pre-puberale.
    In tempi recentissimi però sembra si stia affermando una netta inversione di tendenza: in un sondaggio online, condotto recentemente in Inghilterra su un campione di 1870 donne, il 51 per cento di loro ha dichiarato di non depilarsi nelle zone intime, per la semplice ragione che “non hanno voglia di occuparsi della ricrescita” (45 per cento) oppure perché il loro partner “preferisce un look naturale” (62 per cento).
    La tendenza non riguarda solo le donne “normali”, ma anche le star: Cameron Diaz ha da poco pubblicato un libro di auto- aiuto intitolato The Body Book, nel quale, fra l’altro, raccomanda alle donne di non depilarsi i genitali. All’argomento l’attrice statunitense dedica un intero capitolo: “In Praise Of Pubes” (Elogio del pube), nel quale afferma la sua contrarietà alla depilazione intima e ritiene sia addirittura una “pazza idea” quella di ricorrere alla depilazione permanente con il laser. 

    Dal punto di vista strettamente sessuale possiamo dire che si tratta soprattutto di una questione di gusti: ci sono uomini fortemente attratti dai peli pubici fino ad arrivare al feticismo, altri che invece sono attratti dai genitali glabri (esiste un termine specifico, acomoclitismo, per definire l’eccitazione sessuale che deriva dall’osservazione degli organi genitali, propri o del/della partner, totalmente o parzialmente depilati) ed altri che ne hanno letteralmente orrore, ritenendoli in contrasto con l’idea di bellezza e con il senso estetico, anche per quella sessualità primitiva che in qualche modo esprimono.
     


giovedì 10 luglio 2014

TI SUCCHIERO' L'ANIMA

Fare un pompino è una passione, farlo bene è un arte.

Quindi se non ne avete voglia o se il solo pensiero di metterlo in bocca vi fa venire i conati di vomito, lasciate perdere, non c'è cosa peggiore di vedere una faccia disgustata o da maddalena pentita che succhia un cazzo e lo dico da donna.





L'essenza del pompino è la voglia che la donna ha di farlo.

Tutto parte dal bacio che si aggancia allo sguardo che scende per poi prendere in mano la situazione e mentre con il pollice stimoli il perineo che è quella zona che sta tra l'ano ed i testicoli, mentre con l'indice ed il medio scapelli il glande (se non è circonciso)  affondi le labbra in una danza di piccole e dolci pressioni che variano man mano che scendi con la bocca.  
Molto importande è la dose di saliva che aiuta a lubrificare e rendere piacevole il passaggio della mano che ti aiuterà a prendere fiato e la lingua che si farà curiosa a ispezionare ogni venuzza ed ogni opertugio che incontrerai nel tuo cammino. Non trascurare la parte interna e soprattutto soffermati sul glande che è la parte più sensibile. Quando scenderai sulle palle fai attenzione che la maggior parte degli uomini salta come un grillo, ma se le saprai massaggiare o leccare delicatamente gradiranno assai e tu ti potrai divertire a passarti una palla e poi l'altra ingoiandole piano.
Se ad un certo punto le vedrai salire su, tranquilla, non hai rotto niente, poi scendono.
Altri piccoli trucchi sono i risucchi, si viene a creare un vuoto d'aria tra la vostra bocca e il tessuto cutaneo del pene che faranno vibrare i sensi del vostro oggetto in questione.
La cosa più eccitante comunque è che tra una leccata e un risucchio alzate lo sguardo verso gli occhi del vostro lui e gli fate capire quanto vi piace il suo cazzo, ma senza dirlo che avete la bocca impegnata.
Lui capirà.


la presa del tridente



LO SCRUB POMPINO

Una ricetta veloce che renderà il pisello del vostro Lui liscio e carezzevole, è leccarglielo con la marmellata di mirtilli, le microsfere del mirtillo daranno al vostro lui una piacevole ed eccitante sensazione e la vostra lingua si divertirà a raccogliere ogni semino sparso tra il glande e il perineo.
E' importante leccare bene e raccogliere ogni traccia di marmellata così alla fine non sarà più appiccicoso ma liscissimo da accarezzare.




Seguirà qui sotto un intervista che per ovvie ragioni terrò l'anonimato di lui, ma che ho trovato molto educativa sia per le donne che per i maschietti.

-S- Tu che sei una rockstar non avrai sicuramente problemi a farti fare un pompino immagino.
-R- Io sono un gourmet del pompino
-S- Cioè?
-R- cioè me ne intendo e sono esigente, come al ristorante, non mangio tanto per mangiare.
-S- E le trovi preparate?
-R- No per nulla.Le brave sono poche e tutte unite da un unico denominatore: "Mate par l'oseo" a prescindere da chi ci sta attaccato.
-S- hahahahahahahahahahahaaha
-R- Si tratta di adorazione capisci?
-S- Capisco, capisco....
-R-Le adoratrici del cazzo hanno una marcia in più delle altre femmine, non è vero che a tutte piace il cazzo! Bugia! Minchiata! Piace a tante ma poche lo adorano.
-S- Ma secondo te quelle alle quali apparentemente non sembra piacere, possono essere redente?
-R- Noooooooooooooooo. E' 'na roba scritta nel DNA, come per gli artisti o lo sei o non lo sei. Rari casi in cui un adoratrice del cazzo non sapeva di esserlo, vuoi perchè è stata castrata emotivamente durante l'infanzia/adolescenza, però si, ci sono casi in cui la femmina è inconsapevole del proprio talento.
Sai 'na roba?
-S- Dimmi.
-R- Il maschio ha responsabilità enormi a riguardo, ci sono maschi involuti sessualmente, insicuri e pieni di paranoie. Se una donna lo succhia bene pensano sia troia. Ci sono uomini inutili sessualmente parlando.
-S- Da cosa capisci che una donna gli piace il cazzo?
-R- Lo intuisco parlandoci, solitamente alle adoratrici del cazzo piace bere e mangiare, poi l'esame finale è nel momento in cui lo prendono in mano.
-S- Ok, ora parliamo dell'ingoio.
-R- L'ingoio è un argomento per nulla banale, cioè, se una donna te lo succhia e ingoia immediatamente, ...... beh....fico, si ma non perfetto.
Lo sperma è l'essenza più intima del maschio, un regalo. Ecco deve essere considerato "regalo" al termine del sesso.
-S- E' vero! un dono, l'essenza della vita come elisir di bellezza.
-R- Quindi l'adoratrice del cazzo non ingoia subito o per lo meno non tutto, lo lascia colare dalla bocca, succhia, sbava, se lo gode insomma.Lo fa vedere anche al maschio e che minchia! Voglio vedere anch'io.
-S- Giusto! Ma sai cosa non capisco?
-R- Dimmi
-S- Molti uomini dopo che glielo hai succhiato per bene, non vuole baciarti, vedi che mentre tu cerchi le sue labbra, loro ti schivano.
-R- PAPPEMOLLI! SEGAIOLI!
-S- E non capisco come mai non gli venga voglia di assaggiarlo, in fondo è una  produzione del loro piacere.
-R- Cioè, assaggiarsi lo sperma? Ovvio! Se non lo fai sei un ebete!
-S- Si! uno sfigato.

IL SESSO E' UN DONO, NON UN SACRIFICIO





Un grazie speciale va all'amico Massimo Giacon che mi ha permesso di inserire i suo personalissimi disegni, perfetti per l'argomento in questione.
Grazie a tutti quelli e quelle che si sono prestati alle mie interviste, rispondendo con impegno e serietà.












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