lunedì 30 giugno 2014

LA VAGINA DENTATA

Questa settimana ho scelto di parlare di Fica, ma non della Fica che tutti voi ambite, ma di quella che voi temete, "la Vagina dentata". 
Solo il nome fa venire i brividi e vedo già che molti maschietti stanno arretando il bacino e dopo questo post, sono sicura che molte ragazze prenderanno lo specchietto e controlleranno se spunta qualche canino dalle vostre piccole labbra.


Nell'illustrazione qui sotto del 2004 (gentilmente concessa da Nicola Ferrarese) si può vedere un uomo che si arrovella per capire come aprire quella zip e qui si apre l'argomento dello sgrillettamento o del cunilingus ma li affronteremo nei prossimi post.
 






La locuzione latina "vagina dentata" deve la sua fama nel mondo occidentale in primo luogo a    Sigmund Freud, che lo trovava particolarmente corrispondente alle sue teorie sull'ansia da castrazione. Freud diede questo nome al fenomeno, ispirato da varie leggende riguardanti donne con vagine che contenevano denti o altre armi, con le quali erano in grado di uccidere o evirare il partner. Queste immagini appaiono frequentemente in miti provenienti da zone anche molto distanti tra loro. Questo mito ha dato origine alla rappresentazione  nell'Europa medievale della porta dell'Inferno vista come una gigantesca bocca, storia che serviva anche da metafora del rischio di contrarre malattie attraverso rapporti sessuali con donne sconosciute.




Nei Libri e nei fumetti:

Questa leggenda viene citata brevemente nel romanzo Christine di Stephen King. Nel romanzo American Gods di Neil Gaiman una giovane ragazza africana evita di essere stuprata dicendo di essere una strega provvista di una vagina dentata; nello stesso libro, una prostituta rivela di essere una divinità (cioè Bilqis, la Regina di Saba) quando fa entrare un uomo intero nella sua vagina. Nel libro di Mario Vargas Llosa il paradiso è altrove, la vagina dentata è nominata attraverso un incontro di Paul Gauguin, con una nota prostituta sudamericana, i cui denti vaginali provocano, anziché la castrazione, una piacevole sensazione di solletico.  In una storia del fumetto Rat-man di Leo Ortolani, Rat-Man, prima di trascorrere la sua prima notte di sesso con La Gatta rassicura il suo pene dicendogli: "...no, non ha i denti come lo squalo...".

  
Nel cinema:

A questo argomento è dedicato il film Denti, di Mitchelle Lichtenstein, presentato al Sundance Film Festival 2007.
Una specie di vagina dentata era compresa tra i primi bozzetti realizzati da  H.R. Giger per decidere l'aspetto del mostro Alien.

Musica: 

Un gruppo punk rock americano della fine degli anni settanta si chiamava Vagina Dentata Organ.

Una strofa della canzone goliardica delle osterie recita: "Osteria numero venti, se la fica avesse i denti, quanti cazzi all'ospedale, quante fiche in tribunale".






mercoledì 25 giugno 2014

L'ADORAZIONE DEL PENE

Ormai la mia passione per il membro virile,volgarmente detto "cazzo" la conoscete, ma non è una passione morbosa da ninfomane arrapata, è più una forma di adorazione per questo strumento di gioco archetipo.





Nell'antichità si ritrovano moltissime tracce dell'adorazione del fallo-pene:
gli obelischi in Egitto, le costruzioni falliche della Persia e della Fenicia, le torri d'Irlanda e Scozia, i monoliti delle Indie, le tombe etrusche, i Dolmen e i cippi agricoli in Puglia e Grecia, etc. etc.




Con il cattolicesimo il fallo, da divinità, divenne demoniaco:
"la verga del diavolo" e da lì tutto divenne scopo per aumentare il nostro senso di colpa che ancora oggi aleggia nelle nostre menti.

Il culto del membro virile eretto, nella Roma antica era molto diffuso tra le matrone di estrazione patrizia a propiziare la loro fecondità.
Per questo il fallo veniva usato come monile da portare al collo.





Sempre a Roma le vergini patrizie prima di contrarre matrimonio, facevano una particolare preghiera a Priapo (dio della fecondità)
affinchè rendesse piacevole la loro prima notte di nozze.


Ai giorni nostri le matrone patrizie si sono trasformate nelle cosìddette "fighe di legno" e la nostra società è ora centrata sulla "ficocrazia" e da qui il declino del pene e di tutti i suoi attributi.
Per questo credo fortemente nella sua rivalutazione e senza annoiarvi troppo che sembro un'antropologa del cazzo, vi prometto che i prossimi post saranno delle simpatiche ricette culinarie per stimolare il vostro palato in nuovi giochi erotici.




Vi volevo segnalare una curiosità:
la parola testicoli dal latino "testes" sta a significare piccoli testimoni dell'atto sessuale. 
Trovo che sia quasi una definizione poetica.



Ringrazio Armando Rossi per avermi gentilmente concesso di pubblicare la sua fantastica illustrazione che riassume perfettamente il mio concetto di adorazione fallica. E ovviamente il mio mentore (che non vuole essere nominato) per il suggerimento del nome del Blog e per i suoi preziosi consigli.