domenica 25 giugno 2017

SESSUALMENTE MANGIANDO ANNO TERZO





Io non so per quale motivo l'anno scorso mi sono dimenticata di ricordare il secondo anno del blog, anche se ripercorrendo i post fatti, il 24 giugno 2016 pubblicai "Seghe di una notte di mezza estate" che secondo me Shakespeare un sussulto lo ha avuto...
Comunque eccoci qua dopo ben 2 anni e più di 59.000 visualizzazioni e tanti follower che sostengono questo progetto.  Se non ci siamo ancora stufati di scrivere, di leggere e di disegnare per questo Blog dopo tre anni credo che ne avremo ancora di stada da fare anche perchè siete in tanti che mi chiedete di parlare di argomenti nuovi e varie problematiche che spesso non vengono affrontate da chi di dovere come il problema del pavimento pelvico per noi donne che spesso cede dopo la gravidanza e che dovrebbero essere gli stessi medici a fare prevenzione. Ma noi qui oltre a parlarne vi forniamo anche gli strumenti.

Colgo l'occasione per ringraziare chi ha contribuito con i loro disegni in questi ultimi due anni perchè è anche grazie a loro che è tutto più accessibile in quanto riescono con una immagine a rìassumere il contenuto dell'articolo ed è grazie all'ironia che diventa tutto più vero.

In ordine cronologico: 


  • Luca Ralli - il bacio nero e l'ispezione finale
  • Shanti Ranchetti - In punta di piedi
  • Luis quiles - Le cinque dita del piacere
  • Il Gava - Di Pene in Meglio
  • Maicol&Mirco - Seghe di una notte di mezza estate
  • Sara Chissalè - I Dinosauri si sono estinti perchè non li accarezzava nessuno
  • Fabio Magnasciutti e Lorenzo Magalotti - Voyerismo o scopofilia
  • Jacopo Rosati _ L'eroscopo
  • Evgenia Elkind e Mara Pezzotta - Sex Design 



Grazie anche voi amici e amiche che continuate a leggerci e a sostenerci, perchè se riusciamo a rendere il sesso più spontaneo allora un pò abbiamo vinto tutti. 

giovedì 8 giugno 2017

SEX DESIGN



Il progetto di Evgenia Elkind e di Mara Pezzotta si fonda sugli stessi principi del blog Sessualmentemangiando, cioè portare il sesso nell'uso quotidiano con un pizzico di ironia e quella parte di credibilità che lo renda usufruibile a tutte e tutti.
Per questo ho deciso di portare questi oggetti dentro al Blog, parlare di giocattoli erotici con l'eleganza con cui lo hanno fatto loro beh non è da tutti e io ora non riesco più a guardare un pinzimonio senza farci un pensiero malizioso...
Nel frattempo se mi vedete fare delle facce strane con dei mugolii, non preoccupatevi ma sto solo rafforzando il mio pavimento pelvico con le sfere di gheisha...




Sex Design Revolution

Questo progetto nasce dal desiderio di abbattere il tabù legato all’utilizzo dei sex toys e rivelare dei modi discreti di possedere questi oggetti. Si è voluto risolvere il problema dell’estetica spesso volgare o troppo ambigua dei giocattoli che amplifica la sensazione di imbarazzo nei loro proprietari.

Per riportare i loro fruitori nella zona di comfort si è cercato di rendere questi oggetti esteticamente piacevoli e minimalisti. L’utile ed inusuale soluzione è stata quella di dare agli oggetti del piacere una seconda funzione, collocando il giocattolo erotico nella sfera quotidiana, con l’aggiunta della finalità ornamentale. 


Il ruolo del sex toy si è ribaltato facendo di esso un oggetto degno di essere guardato prima ancora di essere utilizzato.


Evgenia Elkind - designer del gioiello contemporaneo (www.evgeniaelkind.com). 
Ha esposto nella collettiva BLoft durante la Milan Design Week 2017.
Durante la settimana del design a Milano, ha aderito anche all’esposizione intitolata “Sex Design Revolution”  nella quale, insieme alla designer Mara Pezzotta (www.marapezzotta.com), hanno presentato due progetti provocatori, decontestualizzando i sex toys portandoli nella quotidianità sotto forma di oggetti di design dal doppio utilizzo. 
Per noi il tema centrale nella realizzazione dei due progetti è stato quello della Sex Design Revolution, che coincideva con il titolo della nostra collettiva  che si è tenuta in occasione della Design Week. Il nostro è stato quindi un atto volto ad innescare una Rivoluzione nella sfera Sessuale usando come mezzo il Design.




SUXES - Le sfere di Gheisha 


Suxes

Il titolo stesso di questo progetto, potendosi leggere in due versi, indica la doppia funzione di questa collezione. Da sinistra a destra: Suxess - dall’inglese “successo”; da destra verso sinistra: Sexus - dal latino “sesso”.

La scelta di approfondire l’estetica proprio di questa tipologia di giocattolo non è casuale, ma è dettata dal fatto che il suo utilizzo non è soltanto ludico, ma anche medito. Le Sfere di Gheisha, infatti, sin dall’antichità vengono utilizzate per il rafforzamento delle pareti pelviche. Per prevenire o curare il rilassamento della muscolatura pelvica, che causa diverse patologie (tra cui incontinenza e disfunzioni sessuali) devono essere svolti esercizi quotidiani con le sfere più volte al giorno. Ecco perché questo giocattolo ha la necessità di essere traslato non solo nella sfera quotidiano ma addirittura di essere portato sempre dietro dal proprio fruitore.

La scelta rivoluzionaria è quella di far indossare il sex toy.

La collezione è composta da 4 oggetti che ripropongono, sotto un estetica raffinata, le Sfere di Gheisha nelle loro diverse varianti.  La corda di silicone sulla quale sono ancorate le sfere, è dotata di elementi mobili che le permettono di scorre, e di variare così di volta in volta la propria funzione dal gioiello al giocattolo.

Il materiale con cui sono realizzate le sfere è il corno e vuole rievocare il materiale originario con cui nell’antichità le sfere venivano create in Giappone. L’uso di questo materiale naturale va anche in opposizione alle materie plastiche che saturano il mercato odierno dei sex toys.




SUXES di Evgenia Elkind








SUXES di Evgenia Elkind





SUXES di Evgenia Elkind






Pinximonio

Pinximonio vuole rompere e ribaltare la figura archetipica del sex toy per eccellenza: il vibratore. Con quasi due secoli di storia alle spalle, è uno dei simboli più riconosciuti nella sfera intima: dalle forme e funzioni più differenti, spesso di dubbio gusto e volgare, si tratta di un oggetto utile ma non elegante, di cui non si va fieri del possesso o della sua esposizione in ambiente domestico.

In tutta la sua evoluzione, il vibratore ha avuto un andamento da curativo a intimo, per poi cadere nel tabù e risalire nella sfera intima solo recentemente. L’industria pornografica è stata la causa principale della sua connotazione v
olgare e il suo allontanamento dalla dimensione intima domestica. Molti progetti hanno già fatto molto per migliorare l’estetica e la funzionalità di questi oggetti, rendendoli più piacevoli e minimalisti, ma resta ancora una grande sensazione di imbarazzo nei loro proprietari.

Il progetto Pinximonio propone l’inusuale soluzione di dare agli oggetti del piacere una seconda funzione, collocando il giocattolo erotico nella sfera quotidiana, con l’aggiunta della finalità ornamentale. Il ruolo del sex toy si è ribaltato facendo di esso un oggetto degno di essere guardato prima ancora di essere utilizzato.

Pinximonio è un set di 5 vibratori, le cui forme richiamano degli elementi che lo portano lontano dalla sfera sessuale:

- La base in marmo di carrara bianca e geometrica con sostegno metallico centrale rimandano all’idea di un porta sale/pepe, un elemento perfettamente collocabile in un ambiente giornaliero come la cucina.

- La forma dei vibratori stessi, ovvero la geometrizzazione di 5 ortaggi (il cetriolo, la zucchina, l’erba cipollina, il sedano e la carota) oltre ad avere un vago richiamo ad una delle forme più antiche e stereotipate dell’antenato del vibratore, creano un gioco di parole ludico con il titolo del prodotto, facendo riferimento al pinzimonio, noto modo di consumare verdure crude, intingendole in un preparato di olio extravergine d’oliva e sale.


Queste figure bianche scultoree, assieme al basamento in marmo lo rendono un vero e proprio centrotavola, come una natura morta riletta in chiave contemporanea.




Pinximonio di Mara Pezzotta




Pinximonio di Mara Pezzotta 



Pinximonio di Mara Pezzotta






domenica 16 aprile 2017

L'EROSCOPO


L'eroscopo non vuole predire il futuro ma semplicemente darvi delle indicazioni per approcciarvi nel migliore dei modi con il segno zodiacale che avete per le mani in questo momento o magari sperimentare tutto lo zodiaco per verificarne le caratteristiche sex-astrologiche

Intando ve li divido per categorie così semplifichiamo un pò le cose:

SEGNI DI FUOCO 

Ariete
Leone
Saggitario 

SEGNI DI TERRA

Toro
Vergine 
Capricorno

SEGNI D'ARIA

Gemelli
Bilancia
Acquario

SEGNI D'ACQUA

Cancro
Scorpione
Pesci


Ora sappiate che i segni di fuoco si combinano bene con i segni d'aria e viceversa, perchè l'elemento aria e fuoco si alimentano creando una specie di mongolfiera del piacere che sale su tra una spinta ed un sospiro, una carezza e uno schiaffo sul culo.

Gli elementi Terra ed acqua invece si amalgamano creando quell'impasto argilloso modellante che più lo tocchi e più lui si trasforma, più lo bagni e più diventa elastico, più si solidifica e più lei si bagna, insomma un equilibrio di ingredienti per il massimo piacere.

Divertitevi a cercare il vostro elemento e quello affine a voi e sperimentate L'EROSCOPO che vi farà provare nuove posizioni e combinazioni.



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Illustrazione di Jacopo Rosati


Nella ruota dell'EROSCOPO troverete alcune combinazioni ancestrali dove:

  • L'Ariete pecoreggia con il saggitario fino all'ultima freccia
  • L'Acquario bagna i pesci come nessuno mai
  • I Gemelli si intercambiano nella ricerca del piacere fronte-retro del Capricorno
  • Il Toro domina la bilancia, almeno in apparenza
  • Il Leone primeggia sulla Vergine sospesa dandole il piacere di averla scelta
  • Lo Scorpione e il Cancro fanno a gara tra chi è più bravo a leccare
 Girate la ruota e vediamo cosa succede...



Grazie a  Jacopo Rosati
Nato a Venezia nel 1987 è un illustratore e un designer che lavora per l'editoria e l'advertising

venerdì 28 ottobre 2016

Voyerismo o Scopofilia



Quando vidi su facebook questa immagine di Lorenzo Magalotti venni rapita da un pensiero che non si staccava da quello che gli occhiali riflettevano.
Non era tanto per la scena in sè ma per quello che l'eccitamento trasmetteva alla mente dopo aver guardato senza essere visti.

Il voyeurismo nasce in tenera età proprio perché il bambino non ha rapporti con il sesso, vuole scoprire, spiare, indagare un mondo a lui sconosciuto. 
Nel bambino le prime fondamentali curiosità riguardano proprio il corpo umano e il suo funzionamento, le modalità della nascita, la sessualità:  si tratta quindi di un impulso sano che si pone alla base dei desideri di conoscenza, esplorazione e apprendimento. Poi subentra l'adolescenza e l'impulso scopofilico diventa parte di riti iniziatici ed esplorativi, spesso di gruppo: si esprime principalmente con l'osservazione di materiale sessuale o pornografico. Il voyeurismo diventa un vero e proprio disturbo psicologico se persiste nell'età adulta: A seconda della ricorrenza, della durata e dell'intensità possiamo definirlo una parafilia (devianza sessuale).
In particolare nei casi in cui diviene forma esclusiva o privilegiata di eccitamento e sostituisce integralmente ogni altro tipo di attività sessuale che implichi una relazione interpersonale.

Oggi, con i nuovi mezzi di comunicazione la tendenza al Voyeurismo è aumentata generando una forma di "voyeurismo mediatico". Basti pensare alla possibilità che si ha di spiare i profili di altri sui social network, oppure, come avviene ad esempio con i reality show ("Il Grande Fratello", Isola dei Famosi, etc.) dove viene spiata la vita quotidiana dei partecipanti anche tramite la "webcam". Oggi, dunque, molti voyeuristi tendono a soddisfare il proprio desiderio connettendosi sul web






  "Walter Dice" illustrazione di Lorenzo Magalotti




Personalità e comportamento:

Il voyeur di solito è timido, fa di tutto per non mostrarsi anche se a volte, quando viene invitato, partecipa ai giochi delle coppie. Di solito ama ascoltare le donne delle linee erotiche, i loro gemiti e fantastica sulla donna che risponde e che mentre sussurra frasi altamente erotiche  gemendo, magari sta lavando i piatti!
Tra le varie perversioni il voyeurismo è sicuramente quella più diffusa perché sono molte le persone che si eccitano osservando coppie o donne (ma anche uomini) che mostrano le proprie nudità e attività sessuali in fotografie, filmati erotici e siti internet specifici.

Negli ultimi tempi si è anche diffuso il fenomeno di ritrovarsi in parcheggi pubblici dove coppie o gruppi si incontrano con lo scopo di avere rapporti sessuali, facendosi guardare dai voyeur che si limitano ad osservare esclusivamente la situazione.

Altra pratica in voga ultimamente è il dogging, ovvero fare sesso all’aria aperta sapendo di essere guardati. Questa è una trasgressione con delle componenti perverse quali il voyeurismo e l’esibizionismo. I doggers, prima di uscire all’aria aperta si incontrano su internet dove stabiliscono luogo e ora degli appuntamenti, regole del gioco e tutto il resto.


Fantasie voyeuristiche:

Una fantasia voyeuristica tipica dell’uomo è quella di vedere la partner a letto con un altro uomo. Sono molte le coppie consolidate, in cui lui manifesta il desiderio di vedere la partner mentre fa sesso con un altro. Nell’uomo la gelosia ha un potere erotizzante e sapere che un rivale tocca e accarezza la compagna, aumenta l’eccitazione. Le donne invece sono meno propense a cedere a un’altra il compagno anche solo con la fantasia. Ma possono assecondare il partner a parole e finché resta una finzione si è complici del gioco.


Nel 1970 fece scalpore un caso di voyeurismo consensuale sfociato in una tragedia: il 30 agosto il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino uccide la moglie Anna e il suo amante Massimo Minorenti, che era solito fotografare durante i loro rapporti sessuali. Le indagini riveleranno l'abitudine del Casati Stampa di assistere ai rapporti sessuali della moglie con altri uomini e di fotografarla in quei momenti.




 
Illustrazione di Fabio Magnasciutti



Come si sente chi viene spiato/a?
Chi subisce l'atto del voyeurismo inizialmente si spaventa e si sente invaso nella propria intimità. La vittima, infatti si trova in questi casi in una condizione di nudità, e quindi si attiva una reazione di allarme, che genera un comportamento di fuga o al contrario di attacco, con eccessiva rabbia, per esser stato violato il proprio spazio personale. 
Il voyeurista crede che il proprio comportamento sia socialmente accettato e che rappresenti una buona strategia di riduzione del rischio, solo perché non c’è un contatto fisico con la vittima.
Buchi della serratura, cannocchiali, finestre, fessure: il voyeur non resiste alla tentazione e incorre spesso in pessime figure. Perché non riesce a fermarsi? La sua compulsione è quella della figura del perverso che, secondo Sigmund Freud, si difende dall'angoscia regredendo a forme di sessualità infantili
E proprio da eventi traumatici dell'infanzia, può derivare la tendenza al voyeurismo e al suo disturbo parallelo, l'esibizionismo.
Guardare ed essere guardati ha sempre appassionato i più esibizionisti, che per non smentirsi, a volte girano nudi per casa per la gioia del partner, ma chi spia le persone in situazioni intime e coppie che fanno l’amore per provare eccitazione e piacere sessuale è un voyeur. La persona che soffre di questa perversione solitamente ha difficoltà ad avere relazioni e limita la sua attività sessuale alla masturbazione, ricorrendo ad immagini voyeuristiche


Una perversione maschile

 Questo fenomeno riguarda per la maggior parte gli uomini, perché nel maschio la sessualità viene attivata principalmente dal canale visivo, mentre la donna ha più bisogno di contatto e vicinanza. 
Solitamente i voyeur non entrano quasi mai in contatto con le persone che spiano, ma il loro piacere proviene dal semplice violare l’intimità dei soggetti che vengono osservati.


Una curiosità:

Secondo l'American Psychiatric Association il voyeurismo può essere classificato come un disordine di preferenza sessuale.
Va infatti sottolineato che il voyeur, definito anche "guardone", con tono maggiormente dispregiativo, è colui che osserva o spia gli altri per ricavarne eccitazione; ma questo atteggiamento può rivolgersi a persone consenzienti, o meno. L'FBI afferma che alcuni individui che si dedicano a pratiche come il voyeurismo possono anche avere una propensione ad assumere comportamenti violenti che possono sfociare in gravi reati sessuali. Un ricercatore dell'FBI ha dimostrato che i voyeur sono suscettibili a mostrare alcune caratteristiche che sono comuni, ma non universali, nei reati sessuali più gravi come l'attenzione meticolosa per i dettagli e la metodica pianificazione dedicata alla selezione e preparazione delle attrezzature di spionaggio e osservazione. Per quanto riguarda i tratti della personalità del voyeur, questi soggetti tendono ad essere timidi nel corso dell'adolescenza e con qualche difficoltà ad iniziare o mantenere le relazioni.
















Ringrazio Verticalismi che è il Webcomics dove ho tratto la potente immagine di Lorenzo Magalotti e da dove è nata la voglia di fare questo pezzo e il grande Fabio Magnasciutti che mi ha permesso di usare la sua immagine la quale rappresenta la sintesi del Voyerismo del mondo.





 


martedì 28 giugno 2016

I dinosauri si sono estinti perchè non li accarezzava nessuno.




La carezza è un gesto primitivo, che ha origini lontane e che si ritrova sotto diverse forme anche nella antropologia dei nostri antenati. 
Il poeta ungherese Tudor Arghezi titola Adamo una sua poesia sulle mani che comunicano e indagano:

“La mano è solo qualcosa che prende e porta? No, dà forza alla voce, aggiunge, continua per te se rimani privo di parole. O se non ne hai, la mano è il linguaggio senza voce.
Il gesto nel suo silenzio ha valore uguale di significati per centinaia di popoli. Che cosa avresti fatto, Adamo, senza mani? Potevi percorrere una strada così lunga, se fra tutti i sensi ti mancava il puro indagatore agile e veloce, il tatto?”

Le carezze fisiche sono certamente quelle più riconoscibili. Danno continuità affettiva e sensuale attraverso il più importante dei sensi – il tatto – l’unico senso che non si spegne mai e che per estensione, mediante la pelle, coinvolge tutto il corpo. Attraverso le carezze fisiche, sensibilità ed espressione diventano una cosa sola. Sentirsi accarezzati significa essere riconosciuti, accolti e rassicurati.  
Con le carezze noi entriamo in comunicazione, esprimiamo il nostro consenso, l’amicizia, l’amore, quei sentimenti che rendono la nostra vita più ricca. Alla stessa maniera, o quasi, delle carezze mentali: fisiche come la mano sulla spalla o l’abbraccio, mimiche come la dolcezza dello sguardo, persino sonore come il tono della voce.

La carezza è risveglio dei sensi – Non sempre le parole riescono a raggiungerci –  Il nostro Io pensante emerge attraverso la pelle –  La carezza ci conduce all’idea dell’infinito –  La carezza è apertura mentale alle singolarità dell’altro 


Illustrazione di Sara Chissalè





Parla un uomo:

"Anche a me piacciono molto queste sensazioni.
Le carezze sono un capitolo su cui la maggior parte di noi maschietti non è molto ferrato.
Avremmo bisogno di molte ripetizioni.
Perché le carezze coinvolgono in parti uguali cazzo e mente e sulla mente non ci piace applicarci troppo.
Però in alcuni casi le carezze sono incantevoli.
Quelle date tanto quelle ricevute: in entrambi i casi bisogna sapersi rilassare.

Chissà perché molti credono che non si possa essere rilassati e col cazzo duro contemporaneamente."



"Si, non mi piace chi va subito al sodo, mi piace il " desiderio".

Oddio... dipende... ci sono situazioni in cui sí, ho bisogno di romanticismo, centomila carezze prima di. Ma ricordo all'inizio della mia relazione (che eravamo a distanza) che quando lo rivedevo ero già talmente eccitata che no, non mi servivano, e potevo raggiungere l'orgasmo anche in due secondi! Ma in generale penso anche io che per le donne ci vogliano più carezze che per gli uomini... Quindi la domanda è come l'uomo dovrebbe fare le carezze alla donna?
Io credo che la donna vada accarezzata come qualcosa di prezioso, mani leggere e a tratti pressioni per poi sfiorare i punti più caldi."

"A me piace che si parta dalle estremità: magari mettendomi le dita tra i capelli dolcemente e nel bacio stringendo e tirando appena i capelli dietro. Scendere sfiorando il collo che fa venire la pelle d'oca, poi la schiena, magari con dieci secondi di massaggio alle spalle (per scaricare la tensione) e lungo la spina dorsale. Se  davanti mi piace che venga afferrato il seno (ma non stuzzicato il capezzolo!) e sfiorata fin l'ombelico. Poi ripartire dai piedi, sfiorandoli, premendo appena sui polpacci, e tutto sfiorato fin l'interno coscia... poi tutto uno sfiorare lì attorno, avvicinandosi al punto principale ma poi allontanarsi, facendomi desiderare di arrivare a quel punto, per qualche minuto, finché finalmente mi viene data la soddisfazione"


 "Io ho imparato ad amare il sesso e il farsi toccare dalla persona con cui sono ora, prima purtroppo ho sempre avuto esperienze di merda... e vedevo il sesso solo per ''ho voglia'' '' usa e getta'' .. quindi son davvero fortunata. Ma c'è da dire che si i preliminari son meravigliosi e ti fan salire la voglia. Allora. Come consiglio per gli uomini: non serve diventar scemi per inventarsi mille modi stravaganti. Basta faccino capire a chi vogliono avere, che le loro mani possono essere già di per sè un orgasmo. 
E giocar con le mani a infilarle dentro, ma senza esser troppo frettolosi, se no poi possono rischiare di far male. E nel contempo assaggiarla con la lingua. Io credo in molti lo diano per scontato puntando tutto sui preliminari come ''unicamente solo pompini''.
Invece è importante  dedicarsi anche alla donna che non sempre viene perchè non abbastanza stimolata, anche se ovviamente può goderne
perchè anche psicologicamente, poi c'è il rischio che la persona (donna) si blocchi , e non sappia più reagire agli stimoli perchè non sa come rilassarsi."


La carezza come gesto d'amore spaventa gli uomini

"Per me ci sono due tipi di uomini: quelli della categoria Premium che prima si esce a cena o a vedere un film, si scalda l'altmosfera, e poi ci si salta addosso tornando a casa e poi le coccole, che è più bello con le coccole.  
Il problema sono GLI ALTRI, quelli che a un minimo cenno di carezza o coccola usano la tattica della capra morta (cerca fainting goats su google video e morirai dal ridere), si irrigidiscono, iniziano a rivestirsi, sgusciano fuori dal letto e scappano.
Tu rimani lì, perplessa. Stavi solo accarezzando un corpo, perchè è bello, perchè è intimo, perchè il contatto della pelle è importante, non hai chiesto anelli, matrimoni, figli, gattini, non hai ancora deciso se vorresti poi rivederlo o no, ma ti ritrovi con un essere in fuga, che quando va bene sparisce, quando proprio ti dice male ti arriva pure un messaggio "tu sei una meraviglia ma non riesco a gestire tutto il bene che mi dai"

"Ovvio che in adolescenza il maschio cresca a suon di porno,
peccato che qualcuno rimane ancorato a questa idea sul sesso: che più rude sei e più la donna si eccita.
In parte credo sia anche una questione psicologica e culturale: quasi che mostrarsi gentili e delicati possa far sembrare meno uomini
Alcuni invece fanno così per non far vedere la timidezza o l'imbarazzo

Personalmente mi ritengo fortunata perché nella mia esperienza ho trovato sia questo che quello....ovvio che è meglio l'uomo che ti fa sciogliere solo sfiorandoti.....però con un po di pazienza e tatto si riescono a migliorare anche situazioni abbastanza goffe."



"Non esistono carezze sbagliate.
Esistono solo uomini che non sanno fare le carezze giuste.
Alcuni non sanno che pesci pigliare. Sono quelli che ti fanno passare qualsiasi velleità di contatto, quelli che piuttosto ti guarderesti tutto il campionato di serie C1 andata e ritorno.
Altri (categoria "Dio li benedica") hanno il tocco magico.
Quando hai la fortuna di incontrarne uno, all'improvviso le parole
corpo e sesso riacquistano tutto il loro senso.
Non importa se ti sei appena svegliata, stai lavorando o devi andare a pranzo dalla suocera: è sempre il momento giusto per avere le sue mani addosso.
Al mio uomo piace giocare. Non esistono tabù o reticenze (e per fortuna). Fin dai primi tempi ha istituito un rito di carezze intime (nome in codice: "Ti faccio un massaggino?")
Vi assicuro: non è uno che ha paura di chiamare le cose con il loro nome - è semplicemente il suo modo di dirmi "Svuota il cervello, adesso ci penso io".
Non saprei dire quanto durano questi massaggini; in quei momenti l'unica cosa che so è che ogni tocco (a volte più dolce, a volte più intenso) sarà esattamente come deve essere.
È un vero lusso potersi abbandonare completamente, senza pensieri molesti tipo "oddio no, così no/ma devo spiegarti proprio tutto".
Non so cosa ho fatto per meritarmi tanta fortuna, ma auguro a tutte di provare la stessa magia."




Amore e Psiche del Canova





Dicevamo delle carezze...
Perché molti uomini non le fanno?
Il corpo femminile si schiude se viene sfiorato
Spesso invece viene azzannato e stritolato da mani invasive e poco rispettose?
Come si fa ad insegnare agli uomini a fare le carezze?

Gli uomini sono stati addestrati alla teoria del mordi-e-fuggi.
Dell'Ogni lasciata è persa.
Se ci pensi, ogni momento intimo è spesso raffigurato come momento di raccoglimento fugace, e di ricerca dell'orgasmo.
Il "Cielo, mio marito",
la sveltina,
sono figli dell'idea che se non prendi subito il treno, poi passa.
E quindi c'è una malsana idea che racchiude il senso del sesso non solo intorno ai genitali, ma proprio sopra.
Che si lega tantissimo al tema della performance.
Ossia: sono uomo se mi resta duro.
Se - di fatto - godo.
E non se gode lei.
Secondo me il trucco per una donna consiste nell'insegnarsi, nel dire all'uomo: Ti mostro come si fa con me.
Capire che il godimento passa non solo ANCHE attraverso il leccare una spalla, ma PROPRIO da lì, è una missione impossibile se non viene chiarito il fatto che la performance è già inclusa nell'intimità. E che quindi la fretta di fatto vanifica l'erezione, e non la sottolinea.

 "Nelle mie esperienze ho sempre incontrato uomini pronti a prodigarsi (senza dover dare indicazioni intendo) con baci e carezze. Non credo sia stata fortuna, ma la conseguenza dei "criteri" della mia selezione personale. Mi spiego meglio, non ho mai approfondito un rapporto se il modo in cui baciava la persona non mi soddisfaceva, sono sempre stata molto ferma su questo punto. Il mio "sentire" al momento del bacio ha sempre decretato il proseguire o meno della situazione. Egoisticamente (suvvia, almeno in questi casi é doverosi permettersi di essere egoisti) ho sempre pensato "non mi piace come bacia? Figuriamoci il resto"! Se devo donarmi a qualcuno deve esserci uno scambio fisico/emozionale, nel rispetto per me stessa ma anche per l'altra persona ovviamente. Qualcuno ha capito, qualcun altro no, ma a maggior ragione significa che non c'era il feeling necessario!"


- Le tue carezze come sono state?
- Ma dipende da come sono "date" ovviamente. Non sopporto chi mi accarezza ancor prima di baciarmi (forse proprio perché attendo sempre il bacio per valutare se può accarezzarmi o meno!), e non mi piace chi mi tocca troppo i capelli, il mio pensiero è (non ridere, è vero) "ci sono due bombe con i capezzoli turgidi lì sotto", cosa aspetti?



Anche questa volta il contributo delle donne è stato fantastico e ricco di tutti quegli ingredienti che rendono ricca la consapevolezza di quello che hanno bisogno. Devo però anche riconoscere la sensibilità di quegli uomini che ammettono la loro carenza ma che cercano di immedesimarsi nella nuova figura di un uomo attento e presente nel sottopelle femminile.

Ringrazio Sara per la sua disponibilità e sensibilità nell'illustrare questo pezzo sulle carezze.

Sara Chissalé nasce a Treviso all'ora di pranzo il 6 giugno 1992. Impara prima a parlare che a camminare e si appassiona al disegno fin da bambina. Consegue la maturità al Liceo Artistico Statale di Treviso e la laurea triennale in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove frequenta ora il biennio in Decorazione. Ha esposto in diverse esposizioni collettive. Fa parte del direttivo del Treviso Comic Book Festival ed è membro del collettivo di illustratrici BaldoBranco.Ha pubblicato alcune illustrazioni sulle riviste online Bobos e Rivista!unaspecie.